
Non è ciò che diciamo o pensiamo che ci definisce, ma ciò che facciamo.
— Senno e sensibilità
I romanzi di Jane Austen mi hanno sempre spinta verso il ricamo. Un gesto che leggendo, mi sembrava improvvisamente legittimo.
Quando lessi per la prima volta J. Austen capii subito che no si trattava di una semplice lettura. Nel tempo, romanzo dopo romanzo, si è consolidata un’ammirazione profonda per il suo sguardo: lucido ironico, capace di raccontare le emozioni e le dinamiche sociali con una precisione sorprendente.
Non mi interessa il culto che si è costruito intorno alla sua figura negli ultimi anni. Mi interessa la sua scrittura, il modo in cui riesce a dare dignità ai gesti quotidiani, a ciò che accade ai margini, spesso nello spazio domestico e femminile.
Nei romanzi della Austen il ricamo compare spesso; è un’attività praticata dalle donne, talvolta definita lavoro, talvolta ridotta a semplice passatempo e socialmente considerato un non lavoro. Eppure, all’interno della narrazione, diventa strumento sottile per delineare caratteri, relazioni e posizioni sociali.
” trascorreva le sue giornate seduta ben vestita su un divano, facendo qualche lungo lavoro di ricamo, di scarsa utilità e nessuna bellezza “
In un’epoca in cui il ricamo era considerato un’arte minore, (Rozsika Parker sostiene in The Subversive Stitch che il ricamo è stato un mezzo sia di repressione che di comunità per le donne. “Conoscere la storia del ricamo è conoscere la storia delle donne” afferma, e poi spiega come il declassamento del ricamo da arte a mestiere sia stato, di fatto, la svalutazione del lavoro artistico delle donne) la Austen controcorrente nei suoi romanzi, fa si che siano le donne a definire il valore del ricamo e non il ricamo a determinare il loro .
Nel periodo in questione il ricamo era molto di moda , veniva utilizzato tanto anche sull’abbigliamento, ovviamente lo status sociale definiva anche la ricchezza della decorazione.
Jane Austen era un’abile ricamatrice, i punti utilizzati all’epoca erano per lo più gli stessi che usiamo oggi: punto raso, punto erba, punto piatto, punto catenella ecc. Il ricamo veniva eseguito con fili di seta, lana o lino . In Jane Austen embroidery le autrici descrivono la scrittrice come una soddisfatta ricamatrice e propongono una serie di modelli di ricamo del XVIII secolo. Dei suoi lavori sembra che sopravvivono una trapunta a medaglione co-creata, un fazzoletto con monogramma e un astuccio per aghi.

Ho ricercato le atmosfere dei libri nelle varie trasposizioni televisive ritrovandole sia nel bellissimo Ragione e sentimento di Ang Lee, sia nell’adattamento della della BBC del 1995, un po’ lunghetto, ma stupendo del romanzo Orgoglio e pregiudizio. Nei titoli di apertura vengono mostrate le mani di una donna e un ago che trasporta un filo in sequenza su schemi e ricami molto belli, che richiamano il clima dell’epoca, rappresentando ancora una volta quanto fosse importante il ricamo nella vita di una donna.


