
Il punto piatto è uno dei punti più antichi nel ricamo, apprezzato per la sua semplicità ed eleganza. La sua caratteristica distintiva è la superficie liscia e uniforme, che permette di coprire aree del disegno senza spessore.
E’ molto utilizzato nel ricamo moderno, sia per lavori di grande finezza e precisione sia per creazioni più rustiche, rivelando la sua eterna finezza e praticità.
Il punto piatto si utilizza per il riempimento di spazi non molto larghi, richiede particolare precisione nell’esecuzione. La nitidezza dei contorni e l’angolatura accurata del filo, ne determinano la bellezza. Consiste nel realizzare una serie di punti verticali messi gli uni accanto agli altri ( paralleli e molto ravvicinati) introducendo l’ago dall’alto, facendolo uscire in basso seguendo lo schema del disegno. Si parte dal margine sinistro del contorno e si prosegue per tutta l’ampiezza del disegno.
Si possono ottenere effetti diversi a seconda di come viene eseguito. Per l’esecuzione del punto piatto, al contrario del punto pieno, che richiede una preparazione di imbottitura , non è necessario tracciare il contorno del disegno . Personalmente preferisco l’effetto leggermente rialzato dato dal riempimento dei margini con punto filza oppure con il punto indietro.
Punto piatto eseguito verticalmente



Punto piatto eseguito orizzontalmente



punto piatto eseguito di sbieco



Il punto piatto è semplice e si lavora bene su tanti tessuti, è preferibile lavorare a telaio. Per mantenere una corretta tensione del filo i punti devono essere nè troppo tesi nè troppo lenti.
Se desideri maggiori informazioni sui punti di ricamo, se vuoi condividere delle idee, scrivimi una mail, sarò felicissima di risponderti.


