Il punto palestrina

Prima variazione dei punti annodati

Citazione del giorno : ” Mi legherò a te in un nodo o nell’altro” (tragi_com78, Twitter)

Il punto palestrina è un’antica tecnica di ricamo a nodi, prende il nome dalla città di Palestrina, nel Lazio, dove questa lavorazione si diffuse come ornamento e dove le associazioni locali ne custodiscono la storia attraverso lezioni e mostre. Con radici nella tradizione italiana, dove è stato utilizzato per abbellire tessuti liturgici biancheria di pregio e decorazioni domestiche, la tecnica si è poi diffusa grazie al suo bell’effetto estetico e alla sua versatilità.

Il punto palestrina crea una linea di nodi caratteristici, che generano un effetto in rilievo, accentuabile utilizzando un filato unico consistente, come il cotone perlato, che riesce meglio a mettere in rilievo il carattere di questo cambiandone l’aspetto. Una volta appresa la tecnica per l’esecuzione, la si può variare a seconda della regolarità della spaziatura tra i nodi, che potranno essere posizionati così vicini tra loro quasi a toccarsi, oppure distanziati in modo da vedere il filo che li collega. Il tratto del nodo, se allungato e indirizzato verso il basso, darà un effetto spigato al punto.

Questo punto si presta bene per definire i contorni e ricamare le lettere, giocando con lo spazio e lo spessore del filo si possono ottenere vivaci effetti visivi; si adatta bene anche a lavori decorativi di riempimento. Può essere lavorato in modo continuativo nella stessa direzione, oppure sfalsando i nodi facendo sì che si inseriscano tra i nodi della fila precedente. Per aggiungere maggiore ricchezza si possono inserire perline tra un punto e l’altro. Tiene magnificamente anche le linee curve.

Come eseguire il punto palestrina

Il punto palestrina va a formare un nodo, in tre passaggi, lavorando un punto dritto e poi aggiungendo due punti sopra di esso. Si lavora da destra verso sinistra. 1 ) Uscire con l’ago sul dritto del lavoro , saltare alcune trame del tessuto ( decise a seconda dello spessore del filo o della distanza che si vorrà lasciare tra un nodo e l’altro), introdurre l’ago verticalmente prendendo alcune trame di tessuto, ottenendo in tal modo un punto orizzontale (foto centrale in basso); 2) mantenendo il filo sulla destra rivolto verso il basso, entrare con l’ago dall’alto all’interno del punto orizzontale, la stoffa non va forata.

3) Eseguire infine l’ultimo punto entrando obliquamente, sempre sul primo punto , tenendo il filo verso il basso, quindi tirare ma non troppo, così otterremo il primo nodo. Portare il filo in alto, ripetere i passaggi lasciando o meno un po’ di spazio.

Per rendere il lavoro più agevole è consigliabile non utilizzare il telaio.

Spero ti divertirai con questo punto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Se ti è piaciuto questo articolo condividilo

Chi sono

Benvenuta sul mio blog. Mi chiamo Maria Rita e il ricamo a mano è la mia passione. Spero che ti farà piacere leggere i miei articoli e se vorrai scrivermi per chiedermi informazioni o rivolgermi domande, sarò felice di risponderti.