Michelle Kingdom

Il ricamo come atto che esplora relazioni e percezioni

Il lamento di un’eroina 2018

Il ricamo risuona davvero con la mia sensibilità. Il lavoro che creo si basa sulla mia esperienza femminile e spesso gravito sul ruolo delle donne sia come creatrice che come soggetto. M.K.

Classifiche finali 2019

Michelle Kingdom è un’artista Californiana. Nata e cresciuta a Los Angeles ha studiato alla UCLA, conseguendo una laurea in belle arti. Si è avvicinata silenziosamente (da sola come esperimento da tenere lontano dal giudizio del mondo dell’arte ) al ricamo rimanendone affascinata e sentendosi pienamente rappresentata nella sua arte di ricerca di equilibrio tra il decorativo e il concettuale dal filo. Come mezzo unicamente femminile, stigmatizzato come lavoro irrilevante e proprio per questo lo ha adorato e sfruttato per onorare il suo passato dandogli oggi la caratteristica di strumento e potenziale di emancipazione e comunicazione .

Il cielo era ancora blu 2015

anche adesso…..anche dormendo 2017

M. Kingdom è una delle artiste ricamatrici che amo di più, i suoi ricami si basano molto sul simbolismo, l’esplorazione dell’identità modellata dalla realtà in cui viviamo. I suoi pezzi sono sintesi dei deversi ricordi ed esperienze di vita vissuta, tali esperienze guidano i concetti. Dal racconto di storie personali si è evoluta nel tempo a riflessioni culturali e sociali più ampie.

“E’ ingannevolmente carino, impenitentemente femminile, tradizionale e ingenuo. Parla a piccoli sussurri e solo chi ha voglia di ascoltarlo può sentirlo”

Indelebile 2016

La vita ci dividerà 2015

Nel suo ricamo c’è interazione tra pianificazione e improvvisazione, una volta stabilito il concetto ( fase che richiede un lungo processo di formulazione) e elaborato il disegno , questo viene trasferito sulla stoffa, lavora soprattutto con il lino e con materiali semplici e accessibili. Per quanto riguarda i punti che utilizza questi variano spesso lungo il percorso. In un’intervista dove parla della sua opera “Il culmine della follia” ( lavoro che apre ad una nuova fase di riflessione politico sociale) spiega infatti come la scelta dei punti spesso avvenga strada facendo, adattando gli stessi all’idea di movimento che si era prefissata. In quest’opera aveva iniziato a lavorare le figure delle ballerine con il punto pieno e altri punti della tradizione, ma ritenendo l’effetto troppo statico ha disfatto e utilizzato un approccio gestuale abbozzato elaborando il ricamo strada facendo. Pur rispettando la ricchezza della tradizione, lascia spazio alla sperimentazione, il suo approccio è personale e istintivo: il punto corretto è quello che si adatta alla sua idea di effetto che il ricamo deve trasmettere.

Il culmine della follia 2017

Doveri di una ragnatela 2015

Nelle sue opere c’è l’esplorazione delle relazioni, della mentalità collettiva anche negli aspetti negativi come la perdita dell’individualità o del bullismo. Come lei stessa dice:

“Creo minuscoli mondi in filo per catturare voci interiori sfuggenti ma persistenti. Frammenti letterari, ricordi, mitologie personali e riferimenti storico-artistici informano le immagini; fuse insieme, queste influenze esplorano le relazioni, la vita domestica e la percezione di sé “.

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Chi sono

Benvenuta sul mio blog. Mi chiamo Maria Rita e il ricamo a mano è la mia passione. Spero che ti farà piacere leggere i miei articoli e se vorrai scrivermi per chiedermi informazioni o rivolgermi domande, sarò felice di risponderti.