Il punto stuoia e il punto broccatello

Il punto stuoia

Punto semplice, lineare, energico, fermato da punti obliqui regolari con tratti paralleli verticali o orizzontali. Il punto stuoia detto anche punto figura, nasce in epoca medioevale quando veniva impiegato per riempire figure su tessuti di lino e di cotone. La sua intensità compatta conferisce solidità al disegno, creando pieni ben definiti.

Come si esegue il punto stuoia

Si inizia sempre con il disegno già riportato sul tessuto, che guiderà passo dopo passo l’esecuzione del punto stuoia. Il lavoro procede da destra verso sinistra, si esce con l’ago sul dritto del lavoro nella parte bassa del disegno e si realizza cosi un punto lungo che collega i due contorni del disegno.

Di seguito, si esce nuovamente con l’ago a circa due-quattro fili ( dipende dal tipo di stoffa , dall’effetto desiderato e dalla lunghezza del punto) sotto il punto precedente ( foto centrale), tenendo il filo sulla sinistra uscendo quindi con l’ago a destra del punto lanciato e tirando con decisione ma senza forzare. Si ritorna così verso il basso continuando a fissare il filo lanciato con piccoli punti leggermente obliqui che ancorano la trama alla base del tessuto fino ad arrivare al punto di partenza.

Telaio: si o no?

Senza telaio: più libertà e una connessione tattile più intima con il lavoro. Personalmente preferisco senza, il contatto con il tessuto è proprio parte del piacere del ricamo. Ho usato il telaio per stendere meglio la stoffa molto grezza , sperando di ottenere un risultato buono con le foto… ma sono venute comunque un po’ mosse. Quindi niente, le rifarò con calma, per ora il tutorial va bene così con tutto il suo “fascino artigianale”.

Con telaio: Può essere un aiuto per chi sta iniziando, mantiene la stoffa ben tesa e permette di capire con più facilità quanta tensione applicare al filo durante il punto per mantenere regolarità e precisione.

Tipo di tessuto: si può eseguire su quasi tutti i tessuti. Alcune stoffe con trama stabile come il lino, il cotone il misto lino ne facilitano l’esecuzione in quanto offrono una base resistente in grado di valorizzare la struttura del punto.

Il mazzolino di fiori che si vede nella foto è ricamato su un canapone corposo che restituisce al punto stuoia una concretezza irregolare che personalmente trovo espressiva e presente e porta con se un senso di scelta, mi piacciono le irregolarità che emergono, raccontano il gesto non l’intento.

Il movimento si ripete in sequenza, coprendo nuovamente il tracciato con un altro punto lungo, sempre mantenendo ordine e regolarità.

Il punto broccatello

Il broccatello è una variante dello stuoia. La tecnica è identica a quest’ultimo, è nato forse come reinterpretazione in chiave più moderna e leggera. Si parte sempre da una base: fili paralleli tesi a coprire in questo caso a tratti l’area scelta. I fili sono radi, leggeri e lasciano intravedere il tessuto sotto. Se si vuole essere precisi e ordinati, è fondamentale segnare con esattezza le aree interne da riempire (cosa che io ho fatto in maniera approssimativa) così da sapere sin dall’inizio dove andranno posizionati i punti e come distribuire i fili.

Spero che anche tu possa divertirti a sperimentare con questo punto, lasciandoti guidare dalla mano e dall’intuizione. 🙂

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Chi sono

Benvenuta sul mio blog. Mi chiamo Maria Rita e il ricamo a mano è la mia passione. Spero che ti farà piacere leggere i miei articoli e se vorrai scrivermi per chiedermi informazioni o rivolgermi domande, sarò felice di risponderti.