Portami allora portami il più bel fiore
Vinicio Capossela
quello che duri più dell’amor per sé
il fiore che da solo non specchia il rovo
perfetto dal dolore
perfetto dal suo cuore
perfetto dal dono che fa di sé
Forte e delicata. Autentico “fiore silvestre”
Cresce spontanea in natura, bella da sempre quasi dall’inizio della terra, delicata e vigorosa rosa delle siepi, chiamata canina.

Ci sono diverse teorie sull’origine del nome. Sembrerebbe risalga all’antica Grecia quando il medico Ippocrate e più tardi il naturalista romano Plinio, credevano che le sue radici potessero curare la rabbia provocata dai morsi dei cani; per altri è stata definita “ canina ” cioè di “nessun valore” o anche ” non la vera “, forse in contrasto con la raffinatezza della rosa coltivata.

A parte tutto ciò, essa è la più comune tra le rose selvatiche. E’ caratterizzata dall’avere fusti forti , verdastri e rami eretti quasi ostili, i quali presentano molte spine dagli aculei fortemente uncinati. Le radici sono estese e molto robuste. I fusti sono arcuati e ciascuna foglia ha due o tre paia di foglioline dentate. In alto, invece , avvolti da un profumo tenue e morbido, i suoi solitari fiori dai cinque petali sono di una delicatezza eterea anche nel colore, con sfumature che vanno dal bianco al rosa : aperti rivelano un cerchietto di stami dorati; seguono in autunno i ” falsi frutti” ( cinorrodi ), dal bel colore rosso vivo, ricchi di vitamina C, sono fonte di cibo per uccelli e piccoli mammiferi. Privati dei peli interni si usano per tisane e per preparare marmellate. In passato, come oggi, è considerata come preziosa pianta medicinale.
Nella mitologia antica i Greci, i Romani e gli Egizi veneravano le rose, che ben presto divennero il simbolo dell’amore eterno.
Nel linguaggio dei fiori
Nel linguaggio dei fiori , la rosa selvatica , è l’emblema della bellezza e della resilienza porta con se un messaggio di amore profondo e sincero che va oltre le parole.

Nella coltivazione delle rose, fiore più importante tra i fiori coltivati, i vivaisti le adoperano come porta-innesto per numerose varietà di rose ibride di tea e di floribunda. La coltivazione iniziò in Cina circa 5000 anni fa; nel XVIII secolo iniziarono le coltivazioni e gli allevamenti di diversi tipi di rose. In questo periodo fu introdotta nel mondo la rosa moderna, che conteneva il suo profumo caratteristico.
La rosa è un ricamo

Vorrei mantenere sempre la premessa di una ricamatrice appassionata che non si ritiene un’esperta ma che spera sempre di migliorare e di condividere. Per la rosa canina ho utilizzato la tecnica del punto lungo e corto ( lascio il link di un primo piccolo tutorial, che spero troverai interessante) , cercando di adattarlo alle sfumature naturali del fiore.
Ho lavorato il vaso grigio lucente con le rose rosse e quelle rosso brune del vaso in basso cercando di ottenere un effetto simile ad una pennellata. Ho utilizzato sempre il punto pittura, ma cercando di renderla proporzionata all’effetto che volevo realizzare. Alcune foglie sono lavorate a punto raso, per altre ho utilizzato la tecnica dell’applicazione di stoffa.
Hai commenti, domande o suggerimenti? Sentiti libero di scrivermi, sarò felice di parlare con te.

Di tutte le rose quella che preferisco è la rosa canina con la sua semplicità.
Se ti piacciono i fiori estivi guarda anche : ” Agosto il gladiolo”, “luglio la speronella”

Fonti: Guida pratica ai fiori spontanei in Italia; Segreti e virtù delle piante medicinali Edito da Selezione dal Reader’s Digest SpA Milano


